Recensioni, Serie TV

Midnight Mass: la Messa dell’Orrore nella nuova serie di Mike Flanagan su Netflix

Dal produttore di Hill House e Bly Manor, arriva Midnight Mass, capolavoro horror firmato Mike Flanagan e disponibile su Netflix. Ma non vi aspettate fantasmi e case infestate. La protagonista è la religione che logora ed esaspera l’uomo con promesse di vita eterna fatte da figure che di angelico hanno ben poco.

Dopo l’enorme successo della serie antologica The Haunting – di cui purtroppo abbiamo solo due stagioni – Mike Flanagan ci riprova e non solo ci riesce, ma per certi versi supera anche sé stesso. Il regista e sceneggiatore amante dell’horror si mette alla prova nella sua prima opera completa, dove tutto nasce solo dalla sua mente, senza libri di partenza come era stato con Hill House e Bly Manor: Midnigh Mass.

Per chi si aspettava una storia di fantasmi, ahimé, Midnight Mass non c’entra nulla. Niente fantasmi, neanche interiori stavolta, ma un lunghissimo monologo di sette episodi sulla religione, la salvezza e la vita eterna. Sette episodi in cui abbiamo prima il presentimento, poi la conferma ed infine la certezza, di essere davanti ad uno dei prodotti più belli e completi del 2021, proprio quando sembrava che nessuno riuscisse a tirare fuori buone serie TV.  

Sette episodi, come i sette libri che compongono la Bibbia. Dalla Genesi all’Apocalisse, seguendo un sottilissimo filo che lega le anime dei protagonisti ad una trama del tutto inaspettata, incredibilmente profonda e profondamente crudele, con elementi terreni e ultraterreni. Le chiavi di lettura di Midnight Mass sono diverse, tutte valide e tutte degne di nota, ma quella che spicca più di tutte è il fanatismo religioso. Quella spirale di odio che si genera nella credenza di essere più meritevoli dell’amore di Dio rispetto a qualcun altro, quell’angoscia di accaparrarsi il posto migliore sull’Arca della salvezza, a discapito di chiunque altro.

Di cosa parla Midnight Mass?

Cercherò di non fare troppi spoiler, ma non vi assicuro di riuscirci, quindi leggete con cautela, a vostro rischio e pericolo.

La trama viene svelata con l’avanzare degli episodi, senza fretta, in modo dolce e crudele, lasciandoci più volte spiazzati perché non capiamo dove voglia andare a parare. Chi è il nemico, in Midnigh Mass? Il misterioso Padre Paul o la cattolicissima Bev? O ancora, la strana creatura che Padre Paul chiama Angelo di Dio ma che è tutto fuorché un angelo?

Non c’è una vera risposta. Il nemico vero è la paura della morte, dell’ignoto, della solitudine e della non esistenza. Una paura che spinge l’uomo a cercare la propria salvezza, spinto dall’ansia e dal desiderio di essere meritevole di qualcosa che solo lui può avere e che solo Dio può dare: la vita eterna.

Ma la vita eterna ha un prezzo, specie per chi non si arrende al fatto di essere mortale e cerca di giustificare i propri atti con la predestinazione e con una falsa misericordia, utilizzando la religione per i propri scopi. Il fanatismo religioso è il problema principale, il tarlo che rode le coscienze e che sfocia in quello che oggi chiameremo terrorismo, fisico e psicologico.

I miracoli che accecano chi vi assiste hanno una spiegazione che nessuno vuole vedere. Non razionale, non meno miracolosa di quanto sembri, ma celano un significato molto meno angelico di un vero miracolo. Un patto di sangue con un’entità che non è quella che sembra, che non porterà alla salvezza ma solo alla morte.

La salvezza, ancora una volta, è una meta da raggiungere aggirando e superando ostacoli, alla fine dei quali si pone quello più faticoso di tutti: la morte. Una morte che avviene, simbolicamente, nel Venerdì Santo e che porta a resurrezione, a vita eterna, ad uno stato apparentemente di grazia ma che invece si trasforma nella vera Apocalisse, dove l’unico modo per redimersi è smettere di esistere.

Un lento scorrere di pensieri, angosce e paure

Gli episodi di Midnight Mass scorrono lentamente, i dialoghi sono densi e in alcuni momenti il macigno sullo stomaco si fa sentire forte e potente. Cosa ci aspetta dopo la morte? Smettiamo di esistere e torniamo a far parte del cosmo o qualcuno può davvero garantirci una seconda possibilità? Per quanto questa seconda ipotesi sia sicuramente la più allettante, i protagonisti scoprono a proprie spese quanto questa sia invece una condanna.

Niente fantasmi, dunque, né storie di case infestate. Tutto è più che reale su Crockett Island, così come la paura e il terrore che in un primo momento sembrano solo un leggero alone ma che hanno il loro punto più alto nel finale del sesto episodio. Gli ultimi venti minuti del sesto episodio concentrano una tale dose di ansia, angoscia e claustrofobia che mi hanno fatto stare male. Ma male sul serio. Male allo stomaco, male all’anima, nel vedere persone così disperate da scegliere di morire in modo atroce per la promessa della vita eterna.

Se con Hill House Mike Flanagan aveva voluto toccare le nostre corde più profonde con la storia di una famiglia e dei suoi fantasmi, con Midnight Mass tocca invece le nostre paure più insite, quelle che cerchiamo di non esternare perché trovare una risposta sarebbe troppo doloroso. Il mistero della vita resta mistero, così come quello della morte, e chi si aggrappa a certezze effimere pensando di avere la verità tra le mani si ritrova ad essere il vero carnefice di tutta la storia.

Non a caso, sul finale, solo chi comprende la gravità dell’accaduto fa marcia indietro e accetta il proprio destino, mentre chi è accecato dalla religione cerca ancora una volta di scappare, di nascondere la testa sotto la sabbia, di ottenere la tanto agognata salvezza. Ma la salvezza, alla fine, è proprio la morte. Quella a cui nessuno può sottrarsi, quella a cui nessuno potrà mai rimediare.

Cast corale e creatività di altissimo livello

Con un cast corale di altissimo livello, dove spiccano notevolmente Hamish Linklater (Padre Paul) e Samantha Sloyan (Bev), ma anche Kate Siegel (Erin), Annabeth Gish (Sarah) e Rahul Kholi (lo Sceriffo), Midnight Mass va oltre le ballate poetiche di The Haunting e si trasforma in una vera e propria Messa dell’Orrore che dura sette episodi.

Molti degli attori li abbiamo già visti e apprezzati in The Haunting, come la Siegel, la Gish e Kholi, ma anche Henry Thomas che qui interpreta il padre di Riley Flynn.

Con la sua prima opera originale, Flanagan dà prova di non essere solo un ottimo regista, ma di avere una spiccata creatività per quanto riguarda l’horror, cosa che afferma sicuramente il suo talento e che ci fa sperare che torni il più presto possibile con una nuova produzione. Perché Midnight Mass è, a tutti gli effetti, una delle migliori produzioni del 2021.

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