Recensioni, Serie TV

Recensione The Handmaid’s Tale 4×06 – Vows

Con l’episodio 4×06 di The Handmaid’s Tale, Vows, siamo letteralmente arrivati al giro di boa. Non solo per quanto riguarda questa stagione, ma per quanto riguarda l’intera serie.

Uno degli episodi più introspettivi dall’inizio della serie nel 2017. A dirla tutta, non uno dei miei preferiti fino ad ora. Normalmente non disdegno la lentezza, ma in questo caso ho provato una strana sensazione durante tutto l’episodio.

Il fatto è che mi ero ormai convinta che June non sarebbe scappata da Gilead prima dell’eventuale finale di serie, quindi davo per scontato che succedesse qualcosa. Purtroppo, però, è anche vero che siamo arrivati ad un punto in cui la storia di June inizia a starci stretta. Ogni volta che è vicina ad un cambiamento, una vittoria, un piccolo passo per la libertà, puntualmente torna al punto di partenza.

Durante la visione di Vows, in pratica, ero ormai stanca. Stanca, come June, di lottare contro i mulini a vento, di non riuscire più a fissare l’obiettivo, con la paura di ammettere di avere ormai fallito.

Una ballata tra i sensi di colpa

L’intero episodio si incentra sul senso di colpa che June prova nei confronti di Luke. In un momento ci è tutto chiaro, come se prima – in qualche modo – non lo avessimo capito. June è rimasta in Gilead per sua figlia, sì, ma prima di tutto per suo marito. Per quella famiglia che avevano costruito con naturalezza, semplicità e tantissimo amore. Per quella famiglia che, prima di ogni cosa, meritava di rimanere unita e non di sgretolarsi così.

June ha sempre saputo che se fosse uscita da Gilead senza salvare Hannah avrebbe portato questo peso per sempre. Non solo come madre, ma anche come moglie. Da un lato, questi sensi di colpa sono più che comprensibili, specie per una persona come lei che cerca sempre di fare la cosa giusta. Dall’altro, però, come ho detto qualche recensione fa, molto di tutto questo è un retaggio che Gilead le ha lasciato e le lascerà per sempre. La colpevolizzazione delle Ancelle in quanto donne, la necessità che viene loro imposta di essere responsabili per tutto ciò che gli capita.

June Osborne è ormai risucchiata da questo vortice di inadeguatezza in cui gira senza una meta da anni. Sono anni che cerca di scappare e poi ci ripensa, perché non riesce a lasciare indietro l’idea di sua figlia. Perché purtroppo dovremmo fare i conti con il fatto che Hannah, ormai, non è più la bambina che June ha perso all’inizio della storia. Hannah vive a Gilead e sta crescendo con gli ideali che le vengono imposti. Non ricorda più sua madre, le hanno detto che deve avere paura di quell’Ancella ribelle che porta solo guai. Non voglio pensare che Hannah sia ormai perduta per sempre, ma purtroppo è qualcosa che dobbiamo aspettarci.

Un po’ come i bambini che abbiamo visto nel secondo episodio, che sentivano la mancanza di quella che per loro era normalità, dell’unica vita che, seppur sbagliata, avevano avuto modo di conoscere.

Moira: la vera coscienza di June

La presa di coscienza di June per mano di Moira è stato uno dei momenti migliori. Moira è un personaggio che ho imparato ad apprezzare nel tempo, ma che merita davvero molto di più di tutto quello che ha. Il suo affetto per June va oltre qualsiasi immaginazione, è lo stesso amore di una sorella. Una sorella che non si fa problemi a darti uno schiaffo, se serve, e a rimetterti in sesto. Moira non avrebbe mai accettato che June rimanesse in Gilead e per questo mette in pericolo un’intera operazione. Ma non le importa. Lei, a differenza di Oona, ha visto cosa succede in Gilead. Ha provato sulla sua pelle cosa vuol dire vivere in quel posto. E proprio per questo, Moira si stupisce quando la nave della ONG parte lasciando indietro tutte quelle persone, destinate a morire nel bombardamento successivo.

Moira tiene troppo a June per lasciarla indietro. Tiene a lei a tal punto da odiarla per aver deciso di rimanere a combattere dentro Gilead. Moira, come un vero e proprio Grillo Parlante, agisce come coscienza di June e la fa rinsavire, ricordandole di avere ancora tanti motivi per lottare. Dentro Gilead c’è Hannah, è vero, ma fuori ci sono Luke e Nichole e un mondo che la aspetta per combattere al suo fianco.

L’incontro con Luke e la fragilità di June

L’incontro tra June e Luke, invece, è stato un vero colpo al cuore. Lo aspettavamo da stagioni e, ogni volta, sembrava essere sempre più lontano. In quel momento, in quel preciso momento in cui June rivede suo marito dopo tutti gli orrori a cui è stata esposta, la vediamo per la primissima volta debole. In quell’esatto momento, June si abbandona alla fragilità, una fragilità che noi non conosciamo, che sembra quasi non appartenerle ma che, capiamo, si è portata dentro per tutti questi anni.

La donna combattiva e forte che abbiamo visto resistere contro Gilead nonostante le torture psicologiche e fisiche sparisce e lascia posto ad una mamma e al suo dolore. Un dolore comprensibile anche da chi non è madre. Il dolore di qualcuno che sente di non aver fatto abbastanza per proteggere chi avrebbe dovuto proteggere. Il terrore di leggere una nota di rimprovero o di delusione negli occhi di chi si ama. Ma Luke, anche in questo caso, si dimostra l’opposto degli altri uomini che abbiamo avuto modo di vedere a Gilead. Luke ama sua moglie. Lui non le dà colpe. Capisce cosa ha passato e, sebbene soffra per Hannah, è felice di rivedere finalmente la sua June.

Il momento in cui June mette piede in Canada è da brividi. La fotografia continua ad essere mozzafiato e, in un solo fermo immagine, mostra la sua uscita dalle tenebre e il suo primo passo verso la luce. Non vedo l’ora di vedere come sarà la sua vita fuori da Gilead, quali segni June porterà sempre con sé e quali, invece, trasformerà in energia sempre più positiva. Sono curiosa di vedere un confronto – perché sono convinta che ci sarà – con i Waterford, nel quale spero vivamente che possa finalmente urlargli contro tutto ciò che si tiene dentro da quattro stagioni.

Postilla: ci siamo chiesti dove fosse Jeanine per tutto l’episodio. Ebbene, non credo assolutamente che sia morta, altrimenti ce l’avrebbero mostrata. Sicuramente salterà fuori nel momento in cui meno ce lo aspettiamo per aiutare June dall’interno di Gilead!

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