Recensioni, Serie TV

4 Serie TV ingiustamente cancellate sul più bello

L’universo delle serie TV è meraviglioso e, fortunatamente, vanta di un panorama ben più che ampio di serie che iniziano e, ad un certo punto, finiscono. Tuttavia è impossibile dimenticare alcune di quelle serie TV che sono state ingiustamente cancellate sul più bello, senza preavviso e senza così poter ottenere il finale che meritavano.

In questo articolo, vi mostro quelle che – secondo me – non meritavano assolutamente di essere interrotte così bruscamente.

Pronti? Via!

The Whispers
Questa serie del 2015 targata ABC (stesso network che ha prodotto serie come Lost e Once Upon a Time), vanta di una sola stagione di 13 episodi e tantissimi bravi attori. Un esempio? Milo Ventimiglia (che è sempre perfetto in ogni ruolo che interpreta), Lily Rabe (American Horror Story: Asylum) e tanti giovanissimi attori espressivi come non mai.

Prodotta, tra gli altri, da nomi altisonanti come Steven Spielberg, The Whispers parla di forme di vita aliena che prendono contatto con dei bambini, trasformandoli in veicoli per i loro messaggi. Sebbene questa trama possa risultare familiare ai fan del vecchio Steven, al contrario del suo alieno più famoso (che è anche il trauma della mia infanzia, ma questa è un’altra storia), gli alieni di The Whispers non sono così amichevoli e, soprattutto, non sono buoni.

Con un ultimo episodio che segna la punta di quel climax ascendente creatosi durante la stagione, dopo che tutti siamo rimasti a bocca aperta e abbiamo letteralmente urlato “e adesso???”, la ABC ha cancellato la serie lasciandoci a brancolare nel buio da ormai 5 anni.

Messiah
Uscita il 1° gennaio 2020, questa serie di Netflix ha fatto molto parlare di sé, principalmente per polemiche riguardanti la scelta dell’attore principale (Mehdi Dehbi) nei panni di un misterioso uomo che compare in medio oriente e si fa chiamare Al-Massih, il Messia.

Non sia mai, appunto, che si scelga un attore di origini medio orientali per interpretare un moderno Gesù. Dopotutto è risaputo: Gesù era bianco, biondissimo e con gli occhi azzurri. Praticamente anziché a Nazareth sembrava fosse nato a Stoccarda secondo i detrattori di Mehdi Dehbi.

Polemiche a parte, la comparsa di questo uomo, carismatico trascinatore di folle, tra i disordini in medio oriente vede intervenire i servizi segreti USA, che cercano di verificare se i miracoli che lui si auto attribuisce siano realtà o finzione.

La trama, ben costruita anche se abbastanza lenta, porta ad una risposta più o meno concreta che viene poi smentita nell’ultima scena. Un espediente forse già visto, ma che funziona e mette curiosità e voglia di sapere come potrebbe evolversi la situazione. Al-Massih è veramente un nuovo Messia?

A Marzo 2020 Netflix ha deciso che non lo sapremo mai e ha cancellato la serie senza troppe spiegazioni.

The Crossing
Altra creatura e vittima della ABC, The Crossing era una di quelle serie che promettevano davvero bene.

Andata in onda nel 2018, quasi tre anni fa ma apparentemente molto di più, il suo più grande difetto sono state le aspettative disumane dato che chiunque la definiva la nuova Lost. E sappiamo tutti che Lost non può e non deve per forza avere eredi (ad eccezione, forse, di Dark).

Forse per le troppe aspettative, forse per alcuni episodi effettivamente un po’ piatti, quella che poteva essere una trama ben congegnata e accattivante, è stata stroncata praticamente sul nascere, con una conclusione che lascia più interrogativi che pareri sulla serie stessa.

Si parla di viaggi nel tempo, di distopia, di mutazioni genetiche, argomenti non troppo originali ma che avrebbero potuto creare un prodotto nella media delle serie di buon livello ma che invece è destinato a rimanere incompleto.

Se volete darle un’occhiata, la trovate ancora su Amazon Prime Video.

The OA
Forse il tasto più dolente di tutti. Una delle poche serie per cui mi piace scomodare il termine capolavoro, un piccolo gioiello, sicuramente di nicchia, che è stato amato da tutti coloro che lo hanno letteralmente divorato.

Parliamo della serie prodotta da Brit Marling, dove la stessa recita nei panni della protagonista Prairie Johnson, una ragazza non vedente che sparisce per poi ricomparire dopo 7 anni e con la vista perfettamente a posto.

Prairie racconterà le sue avventure ad un gruppo ristretto di persone, raccontando della propria morte e resurrezione e dell’incontro con il controverso Hap.

Non capiamo se la versione di Prairie, che identifica sé stessa come The Original Angel (da qui il titolo della serie) sia solo una storia o la verità. Il finale della prima stagione ci shocka a tal punto che non vediamo l’ora di vedere la seconda stagione. Che, inaspettatamente, arriva senza farsi attendere troppo a lungo.

La seconda stagione è un viaggio ancora più surreale della prima e si conclude in modo pazzesco, roba che in molti ancora non si sono ripresi.

Peccato però, che mentre tutti speravano in una terza stagione che spiegasse il finale della seconda ed esplorasse tutte le possibili strade che da lì si sarebbero aperte, Netflix decide di cancellare la serie.

Passino le cancellazioni di tutte le serie citate prima, ma la cancellazione di The OA è stata una vera pugnalata al cuore della qualità televisiva.

A mia discolpa, posso dire che ci sarebbe un +1 da aggiungere a questa lista, e si tratta di Hannibal. Tuttavia (mia grandissima mancanza, lo so) la sto recuperando solo ora e non sono arrivata alla fine della terza stagione, perciò non posso ancora parlarne. Ma per come si stanno mettendo le cose, anche in quel caso credo sia stata una cattiveria colossale.

Quali sono le serie la cui cancellazione non vi è mai andata giù? Ditemelo nei commenti!

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